Archivi categoria: PENSIERI

Non fare nulla per 2 minuti

Prendi questo suggerimento: non fare nulla per due minuti, niente mouse, niente tastiera, niente telefono; solo guarda e ascolta il mare. Dopo starai meglio.

Do Nothing for 2 Minutes – StumbleUpon.

Quanto è difficile uscire dalla povertà

p’ come stare sulle sabbie mobili dei film: più sei in difficoltà e più affondi: probabilmente fa parte dell’esperienza quotidiana e del buon senso, ma, ora, abbiamo anche una spiegazione scientifica:

 Quanto è difficile uscire dalla povertà il bisogno fa scegliere per il peggio – Repubblica.it.

 

Come Selezionatori e Candidati usano i Social Media in Italia [Infografica] | InTime, condivido per comunicare | Blog Magazine | Social Media e Web Marketing

Come Selezionatori e Candidati usano i Social Media in Italia [Infografica] | InTime, condivido per comunicare | Blog Magazine | Social Media e Web Marketing.

Come farsi pagare dal Cliente

Specie in un periodo di crisi come questo è importante pensare a Come farsi pagare dal Cliente.

Se la crisi cancella una generazione – LASTAMPA.it

Ma siamo sicuri di aver voglia di migliorare? Un poco come i figli di gente famosa e importante, l’Italia è schiava del suo grande passato. Senza riuscire a immaginare un futuro. Continuiamo a sperare che tornino i vecchi tempi, così ci dimentichiamo di preparare il futuro.

Commercianti, imprenditori, lavoratori siamo in attesa che le cose “tornino” normali, come le avevamo conosciute anni fa. Ma non sarà più così e il resto del mondo lo sa e si sta già muovendo. Anche noi dobbiamo dire: “se non ora quando?”

Segnalo un articolo molto bello su cambiamento, crisi, opportunità. .Se la crisi cancella una generazione – LASTAMPA.it.

Lavoro per migliorare il mondo

Il mio lavoro? Migliorare il mondo.

Insomma, rendo più bella la vita delle persone.

La vita degli altri e la mia.

Sono un insegnante, sono una badante, sono un panettiere, sono un ingegnere. Sono un uomo e sono una donna.
Lavoro da solo e insieme agli altri. Dalla mattina alla sera e solo di notte. Sono flessibile e rigido, a tempo pieno e precario. Lavoro nel Pubblico e nel Privato.
Lavoro sotto sotto casa e faccio tanti chilometri ogni giorno.
Guadagno bene e appena il giusto.
Il mio obiettivo è rendere il mondo migliore. Almeno un poco.

Lo so bene che le grandi decisioni non le prendo io. Nessuno dei “grandi”, dei “poteri forti” o anche solo dei poteri medi o piccoli, chiede il mio consiglio. Anzi, se per un caso straordinario venissero a conoscerlo, non credo proprio che lo seguirebbero.

Non influisco sullo spread e il tasso di cambio euro/dollaro non lo decido io. Se la benzina aumenta, io devo solo pagarla.
Però contribuisco a migliorare il mondo.
Se mi porto a casa un sorriso, se ho migliorato anche di poco la giornata di una persona, se ti aiuto a capire il senso delle cose che fai.
Allora ho dato il mio piccolo contributo al miglioramento del mondo.
E’ piccolo, ma  non si cancella.
Come la farfalla che batte le ali qui e provoca un uragano là, le piccole cose che faccio lasciano il loro segno, da qualche parte.
Solo che siamo in tanti a farlo.

Se ti giri attorno e apri gli occhi ci vedi.

La Fornero, il diritto al lavoro, i supertecnici e le siorette del mercato rionale « Il nuovo mondo di Galatea

Un punto di vista interessante sul “diritto” al lavoro…

La Fornero, il diritto al lavoro, i supertecnici e le siorette del mercato rionale « Il nuovo mondo di Galatea.

Metodologia della formazione delle persone

Studiare ho studiato: Università, Specializzazione, corsi formazione per formatori, gli autori più importanti: Rogers, Gestalt, Berne, PNL, psicologia umanistica, i docenti più conosciuti.

… E poi ho dimenticato tutto.

Lavorare sul campo CON le persone significa adattarsi all’individuo o all’azienda che hai di fronte, capire le sue esigenze e rispondere al meglio. Apportare un cambiamento, far capire che è necessario un cambiamento, favorire il cambiamento.

Le formule magiche? Le ho imparate tutte, ma… non funzionano!
Perché le persone sono sempre un’altra cosa. Persone ed aziende sono sempre come non te le aspetti; ma questa è la sfida più affascinante.
E, dimenticavo, non si può vendere nulla che qualcuno non abbia già comprato.

E comunque questo blog non vende nulla.

Il colloquio di lavoro: fantasia, ma non esagerare…

Vendo coaching e automobili

Quante volte ci imbattiamo in blog o siti che propongono formazione o, più spesso, work coaching, career coaching e, addirittura, life coaching.

Il web e i social networks propongono interventi, cercano di superare la difficoltà di non potersi parlare direttamente, di non vedersi, di non avere, cioè un rapporto. Avere a che fare professionalmente con le “risorse umane” significa utilizzare la relazione personale come strumento di diagnosi (capire quali sono le difficoltà e i problemi) e come strumento di miglioramento. Strumenti come Skype o la video conferenza o anche, più semplicemente, il telefono possono aiutare non poco, ma non sostituiscono la presenza. Il fatto di essere fisicamente in un posto o in un altro, in azienda o nello studio del coach – inoltre – non è secondario.

Qualche volta ho l’impressione che si venda la formazione sul web, allo stesso modo in cui si vendono automobili. Come se un annuncio dicesse: vendo automobili (formazione), di buona qualità (sono bravo), perché certificate (ho un diploma, ho studiato tre anni), se vuoi te le porto direttamente a casa; in alcuni casi si parla anche di marche (faccio parte di una importante scuola piuttosto che di un’altra).

Il problema è che le automobili, anche le più conosciute, anche le più pubblicizzate, devono essere PROVATE. Il possibile cliente deve, certo, essere informato circa le caratteristiche tecniche, di sicurezza, di costi di manutenzione e di prezzo. Ma il cliente vuole vedere, vuole provare, vuole sentire il profumo della macchina che compra.

Così nel coaching, nella formazione, nel team building eccetera. E’ certamente utile sapere che il professionista ha frequentato la scuola di qualità, che sa utilizzare i termini giusti, che ha costi ragionevoli. In realtà, per poter fare una scelta veramente equilibrata, bisogna provare. Il che significa incontrare il professionista, parlare con lui, annusarlo. Solo così la scelta sarà stata fatta tenendo conto dei fattori hard e di quelli soft (che sono quelli che spesso fanno la differenza). Non sembri una cosa eccentrica: sono sempre di più i corsi di lingue o di nuoto, per esempio, che permettono di fare una o due lezioni gratuite, prima di parlare di soldi. Se l’insegnante o l’ambiente sono di tuo gradimento li compri, diversamente te ne vai…

"Acquisto l'auto o un coaching?"

E quindi: vuoi comprare un’auto? Informati sulle caratteristiche, sul prezzo, sul finanziamento… ma passa in concessionaria e toccala, guardala, guardati dentro, pensa se ti serve davvero e perché; annusala e facci un giro. Se non te lo permettono vai da un’altra parte. Funziona così anche quando pensi che potrebbe esserti utile un corso di formazione, un coach, o qualcosa di simile.

Un’attività così importante, in termini di investimento personale, deve essere considerata da diversi punti di vista. Considera che l’automobile sbagliata la puoi sempre rivendere, un coaching poco utile te lo devi tenere…